Viene marzo pazzerello,
ci fa prendere l'ombrello.
Sibila, spruzza, soffia forte
e fa sbattere le porte!
Fischietta come un merlo,
ma è una gioia rivederlo,
Tutti i cappelli ci porta via,
ma che grande allegria!
Viene marzo,
ciel di quarzo,
vento molle,
verdi zolle.
Viene marzo, il giovinetto:
alla terra muta aspetto,
ghiacci e neve ai monti scioglie,
sparge intorno fiori e foglie.
Marzo, Marzo, che pazienza...
te lo dico in confidenza...
te lo debbo proprio dire:
tieni in fren quel ragazzaccio
quella birba di ventaccio.
Hai cucito, notti e notti,
sopra i peschi, fior per fiore
eran tutti uno splendore
egli adesso te li strappa,
li volteggia, ride e scappa.
Guarda i mandorli imbronciati:
li ha spogliati
tutti quanti.
Guarda il cielo com'è scuro!
L'hai spazzato tutt'un giorno
con la scopa d'oro fino.
Or non vedi che galoppo,
quel tuo figlio stravagante,
con le nubi tutte. quante,
per guastare la tua festa?
C'è da perdere la testa!